COORDINAMENTO TECNICO PER LA PREVENZIONE DEGLI

ASSESSORATI ALLA SANITA’ DELLE REGIONI E PROVINCE

AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

 

 

 

 

Decreto Legislativo n.  626/94

 

D O C U M E N T O  N. 15

LINEE GUIDA SU TITOLO VII

 

 

 

 

 Protezione

da agenti cancerogeni

 

 

 

 

Versione definitiva approvata il 16/07/1996

dalle Regioni e Province autonome

di Trento e Bolzano e dagli Istituti centrali.

Aggiornata al 15 Aprile 1998

______________________________________

Regione referente: Piemonte


1.     AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TITOLO VII DEL D.Lgs N. 626/94

 

1.1   Definizioni di cancerogeno

 

        Sono molte le sostanze, i preparati, le miscele, le lavorazioni, le esposizioni che possono essere comprese in una definizione di cancerogeno.

        In questa linea guida si rimanda al recepimento della norma comunitaria, e quindi alla definizione dell’art. 61 e al suo meccanismo di aggiornamento dell’art. 72; si estende l’informazione anche alla fonte più autorevole in materia, l’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione, perché l’utilità di una linea guida sta proprio nella capacità di fornire indicazioni complessive, ed il medico competente ed il responsabile del Servizio prevenzione e protezione, che partecipano alla valutazione ex art. 4 del D.Lgs 626/94, non possono prescindere dal considerare il problema nella sua completezza.

 

 

1.1.1 Art. 61

 

        L’Allegato 1 del presente elaborato elenca le sostanze alle quali la Direttiva 67/548/CEE (contenente l’Allegato I con la lista delle sostanze giunto al 23° adeguamento - 1997) attribuisce la menzione R 45 “può provocare il cancro” o R 49 “può provocare il cancro per inalazione”.

        Ad esse sono da aggiungere le sostanze, preparati e processi di cui all’Allegato VIII del D.Lgs 626/94 nonché‚ una sostanza o preparato prodotti durante un processo previsto all’Allegato VIII stesso.

 

 

1.1.2 Art. 72

 

        L’Allegato 2 elenca le sostanze ed i processi produttivi, non inclusi nell’Allegato 1, allocati, fino al giugno 1995, da parte della Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale (CCTN) nelle proprie categorie 1 e 2, la cui definizione si sovrappone a quelle corrispondenti della CEE.

 

        Gli agenti inclusi nell’Allegato 2 comprendono:

 

·       sostanze oggetto di una valutazione più “severa” da parte della CCTN rispetto alla CEE,

·       sostanze non ancora prese in considerazione da parte della CEE,

·       gruppi di sostanze chimicamente affini, valutate dalla CCTN nel loro complesso,

·       attività produttive associate ad un aumentato rischio di cancro [vedi successivo punto 1.1.3].

 

 

 

 

1.1.3 Art. 4

 

        Alcune agenzie nazionali e internazionali (come CCTN e IARC) hanno valutato l’evidenza di causalità di associazioni tra cancro e attività o mansioni lavorative, in circostanze in cui non era identificabile uno specifico cancerogeno.

        I processi industriali pertinenti non sono necessariamente omogenei nel tempo e nello spazio, per cui alla stessa mansione o attività produttiva possono corrispondere esposizioni diverse [e quindi rischi di entità diversi, anche radicalmente]. Valutazioni di fattori di rischio definiti come occupazioni e/o attività produttive, nel presente documento sono indicate negli allegati 2bis e 6.

 

        Operativamente (almeno nelle occasioni indicate nell’Allegato 2, alle quali si applica l’art. 4 del D.Lgs 626/94), si suggerisce che:

 

·       da parte del medico competente venga analizzato il ciclo produttivo con particolare attenzione all’utilizzo o alla formazione di cancerogeni come da definizione data nell’art. 61 del D.Lgs 626/94;

·       se non è possibile definire una più adeguata categoria di “esposti”, gli addetti siano inclusi in un’apposita sezione del registro degli esposti;

·       nell’informazione rivolta ai lavoratori si dia spiegazione dei motivi di incertezza sull’effettiva esistenza di un rischio.

 

 

1.2   Matrici

 

        L’Allegato 3 consiste in una matrice tesa a indicare, per ciascun cancerogeno, i più noti utilizzi e la tipologia delle pertinenti aziende.

 

        L’uso della matrice per identificare le priorità richiede cautela: data la varietà di utilizzi di molte sostanze, essa non può in nessun modo essere considerata esaustiva. E’ opportuno quindi, ove possibile, verificarne l’applicabilità a situazioni locali, ed integrarne il contenuto con informazioni disponibili in loco.

 

 

Nota: è stato mantenuto il termine CEE quando si fa riferimento ad atti ufficiali nella cui intestazione compariva il termine CEE; è stato invece usato il termine UE sia quando si definisce la struttura che adesso è denominata UE, sia quando ci si riferisce ad atti ufficiali assunti dopo il cambiamento di denominazione da CEE a UE e nella cui intestazione quindi compare il termine UE.


2.     RISCHI CHIMICI DI CANCEROGENICITÀ NELL’AMBIENTE DI LAVORO DIVERSI DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TITOLO VII DEL D.Lgs 626/94 (per quanto riguarda il rischio derivante dalle radiazioni ionizzanti si rimanda al D.Lgs 17/03/1995 n. 230)

 

 

2.1   Sostanze per le quali esiste una legislazione ad hoc

 

        Benzene, CVM, asbesto, ammine aromatiche

[Riferimenti legislativi: Legge 245/63, DPR 962/82, D.Lgs 277/91 capo III, D.Lgs 77/92 , Circolari del Ministero del Lavoro 46/79 e 61/81]

        Per quanto concerne il benzene si ricorda che rientra nel 19° adeguamento dell’Allegato I della direttiva 67/548/CEE [all. 1 n. 47], e quindi nell’applicazione del Titolo VII del D.Lgs 626/94.

 

 

2.2 Operativamente, è ragionevole escludere dall’ambito di applicazione del titolo VII del D.Lgs 626/94 l’esposizione a sostanze corrispondenti alla definizione di cancerogeno, ma presenti come impurità in concentrazione inferiore allo 0.1 %.

 

        D’altronde la stessa Comunità Europea definisce dei limiti che, prescindendo dalla natura chimica della sostanza, tengono conto esclusivamente della classe di cancerogenesi di appartenenza, e indica un limite dello 0.1% in peso per i cancerogeni di categoria 1 e 2 (T; R 45 o R 49), ed un limite dell’1% per i cancerogeni di categoria 3 (Xn; R 40).

        Dove tali impurità possono esistere, è quindi opportuno documentarne la concentrazione e verificarne la congruenza con questi limiti.

 

 

2.3 Farmaci

 

        A tutt’oggi, la Comunità Europea non ha attribuito la menzione R 45 o R 49 a sostanze utilizzate come medicamenti, un certo numero dei quali sono cancerogeni, ivi compresi quelli usati nella terapia del cancro.

        Formalmente quindi le esposizioni professionali a queste sostanze (da parte di operatori sanitari, dipendenti di ditte farmaceutiche che le producono, ricercatori) esulano dall’ambito coperto dal D.Lgs 626/94. Inoltre, per queste sostanze, gli effetti postulati, a parità di esposizione, comprendono anche quelli teratogeni ed abortigeni.

        Risulta peraltro che in sede ministeriale è in elaborazione una normativa riguardante i farmaci antiblastici ed i lavoratori che li utilizzano. Ad essa si rimanda per le necessarie interrelazioni.

 

2.4 Sostanze corredate di evidenze scientifiche di cancerogenicità meno convincenti di quelle corrispondenti alla prescrizione dell’etichettatura con la dizione R 45 o R 49, sono dalla Comunità Europea classificate come categoria 3 di cancerogenicità. Per esse la U.E. prescrive l’etichetta R 40 “Può provocare effetti irreversibili”.

        La categoria 3 di cancerogenicità viene così definita:

sostanze da considerare con sospetto per i possibili effetti cancerogeni sull’uomo, sulle quali però non sono disponibili informazioni sufficienti per procedere ad una valutazione completa. Alcune prove sono state ottenute da opportuni studi su animali, non bastano però per classificare la sostanza nella categoria 2.

 

        Pur essendo queste sostanze escluse dall’ambito di applicazione del D.Lgs 626/94, si ritiene utile elencarle in Allegato 4.

 

 

2.5 Si tenga presente che agenzie nazionali e internazionali deputate alla valutazione di rischi di cancerogenicità ambientale utilizzano criteri eterogenei, sia per la selezione delle sostanze ed esposizioni da valutare, sia nella valutazione stessa.  Tra l’altro la IARC ha valutato - rispetto alla CCTN - un maggiore numero di circostanze di esposizione definite come mansioni o attività produttiva (vedi par. 1.1.3.) e/o processi tecnologici.

 

        Gli Allegati 5 e 6 riportano rispettivamente sostanze e processi produttivi giudicati dalla IARC come corredati di “sufficiente evidenza di cancerogenicità per l’uomo” (gruppo 1) e “probabilmente cancerogeni per l’uomo” (gruppo 2A), non inclusi negli allegati 1 e 2.

 

 

3.     CENSIMENTO DELLE ESPOSIZIONI A CANCEROGENI

 

3.1   Si propone che i Servizi di prevenzione e vigilanza delle Aziende Usl censiscano le unità produttive ove sono manipolate sostanze o preparati corrispondenti alla definizione di cancerogeno secondo il D.Lgs 626/94.

 

3.2   In questa opera, le aziende nel territorio dell’Azienda Usl potranno essere identificate attraverso l’archivio delle aziende che l’INAIL (a norma del D.Lgs 517/93) fornirà alle Aziende Usl tramite l’ISPESL. Quelle a potenziale presenza di cancerogeno possono quindi essere identificate con l’utilizzo delle matrici sostanza/lavorazione di cui all’Allegato 3, integrate con informazioni ottenibili in loco.

 

3.3   Si dovranno creare banche dati (a copertura all’incirca regionale) relative alle modifiche dei cicli tecnologici e bonifiche, collegate con l’ “Archivio Nazionale delle Soluzioni” dell’ISPESL. Tali banche dati, come ogni sistema informativo di una certa dimensione, dovranno avere una sede fisica ben definita, un responsabile e dovranno essere fornite di personale adeguatamente formato, in numero sufficiente per le esigenze che si creeranno.

 

3.4   L’efficacia delle azioni mirate al controllo dell’esposizione a sostanze cancerogene presuppone l’istituzione di un sistema informativo complesso, possibilmente centralizzato a livello regionale, che preveda di acquisire conoscenze in ordine a:

 

·       i cicli produttivi e le rispettive variabili tecnologiche in grado di variare l’esposizione professionale;

·       la verifica dei risultati conseguiti in termini di riduzione dell’esposizione e/o del numero di esposti;

·       la valutazione dell’efficacia degli interventi espressa in termini di rischio attribuibile alla specifica esposizione intesa sia come singola sostanza, sia come classe di sostanze o ciclo produttivo.

 

        Inoltre si dovrà predisporre un programma di archiviazione uguale per tutti i Servizi finalizzato al linkage con altri archivi (di mortalità o di patologia).

 

 

4.     VALUTAZIONE DELL’ESPOSIZIONE/RISCHIO

 

4.1   Diversamente da quanto previsto per gli altri agenti nocivi trattati, il D.Lgs 626/94 non richiede per i cancerogeni, da parte del datore di lavoro, una valutazione del rischio, cioè la stima della “probabilità che - per una data esposizione - si verifichi un dato effetto”, bensì una valutazione dell’esposizione.

        Infatti i modelli matematici oggi disponibili per la stima del rischio sono molteplici, si basano su assunzioni biologiche diverse (e non sempre verificabili) e possono portare a risultati discrepanti. Per molti cancerogeni, inoltre, è verosimile che non esista una soglia di esposizione corrispondente ad un rischio “zero”.

 

4.2   Viene richiesta invece dal D.Lgs 626/94 la valutazione dell’esposizione, i cui obbiettivi sono:

 

·       giudicare se la concentrazione di cancerogeni, nell’ambiente di lavoro e nei materiali con cui vengono a contatto i lavoratori, corrisponde al minimo tecnicamente raggiungibile. Ove ciò non sia il caso, è necessario porre in opera sollecitamente misure di bonifica: a questo scopo può essere utile la banca dati di cui al punto 3.3 (insieme ad altre informazioni disponibili nella letteratura tecnologica specializzata);

·       identificare gli esposti, indipendentemente dall’entità dell’esposizione e dalla posta o meno in opera di misure di bonifica ambientale: i lavoratori esposti vengono iscritti nel registro di cui all’articolo 70.

 

 

4.3   Per la valutazione dell’esposizione, possono essere utili indicatori di assorbimento (misure di dose interna / monitoraggio biologico), ma non indicatori di effetti precoci.

 

4.4   La valutazione dell’esposizione avviene secondo la procedura indicata all’art. 63 del D.Lgs 626/94 (erroneamente intitolato “Valutazione del rischio”).

        Le stime devono essere corredate - in un dettaglio che ne consenta una lettura critica - dalle modalità di campionamento e dai metodi analitici utilizzati.

        Indicazioni analoghe valgono per le misure di dose interna.

 

4.5   Da parte delle Regioni si dovranno identificare “Centri di riferimento” per le problematiche analitiche relative al monitoraggio ambientale e biologico. In prima istanza, si potrà anche fare ricorso al repertorio delle metodiche analitiche, in derivazione da quello del NIOSH, di cui all’Allegato 7.

 

4.6   Ove sia necessario definire criteri di programmazione nel tempo della prevenzione dei rischi di cancerogenicità in ambiente di lavoro, è opportuno considerare in primo luogo il numero degli esposti.

        Distinzioni basate invece sulla forza dell’evidenza scientifica di cancerogenicità (ad es. tra categorie 1 e 2 della CEE) possono esprimere solo una diversa facilità di conduzione di uno studio epidemiologico, piuttosto che una diversa gravità del problema ambientale.

        Analogamente, un criterio che si basi sulle stime di potenza cancerogena è infido: a prescindere dal fatto che tali stime si basano su assunzioni biologiche la cui valenza è non necessariamente universale, il criterio prescinde completamente dall’entità dell’esposizione.

 

 

5.     IDENTIFICAZIONE DI SOGGETTI IPERSUSCETTIBILI

 

5.1   Eventuali proposte di screening per identificare “quelle categorie di lavoratori per i quali l’esposizione a taluni agenti cancerogeni presenta rischi particolarmente elevati” (articolo 64, lettera i) vanno considerate con estrema cautela, sia che si alluda a una ipersuscettibilità acquisita (ad es. i fumatori), sia che si alluda a una ipersuscettibilità genetica, spesso ignota al portatore. 

        Di volta in volta è necessario stimare la misura in cui il rischio è più elevato per gli ipersuscettibili. Nel caso di ipersuscettibilità legata a polimorfismi metabolici, il polimorfismo non è un fattore di rischio come tale, ma agisce solo in presenza del cancerogeno: va da sé che il numero di tumori prevenibili eliminando l’esposizione sarà comunque superiore a quelli prevenibili selezionando e allontanando i soggetti “più suscettibili”.

 

5.2   Nel rispetto del principio che l’esposizione a cancerogeni deve comunque essere tenuta al più basso livello possibile, è ragionevole identificare alcune situazioni (verosimilmente poche) in cui particolari condizioni patologiche individuali sconsiglino comunque una esposizione a quantitativi, ancorché minimi, di cancerogeni nell’ambiente di lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

6.     SORVEGLIANZA SANITARIA

 

6.1   Per nessun tipo di tumore alla cui eziologia possono contribuire esposi­zioni professionali sono disponibili test adeguati per essere utilizzati in programmi di screening per la diagnosi precoce, rivolti a soggetti asintomatici.

        Infatti, in medicina del lavoro, per nessuno di tali programmi è documentata o suggerita una efficacia, intesa a modificare in meglio la storia naturale della malattia.

        Gli screening di citologia urinaria previsti dalle Circolari del Ministero del Lavoro n. 61/1979 e 46/1981 per gli esposti ad ammine aromatiche non sono mai stati oggetto di alcuna valutazione: di adeguatezza, partecipazione, efficienza ed efficacia.

        In linea di principio, i medici competenti vanno scoraggiati dal porre in opera qualsiasi intervento di screening per la diagnosi precoce dei tumori, rivolto a soggetti asintomatici.

        Possono invece essere incoraggiati (se si verificassero gli adeguati presupposti scientifici e logistici) a partecipare a ricerche per la valutazione dell’efficacia di nuove proposte di screening.

 

6.2   L’offerta routinaria di “test per effetti biologici precoci” (ad esempio per le “aberrazioni cromosomiche”) è parimenti da evitare, e per diversi motivi.

        Da un lato, la predittività di tali effetti per la successiva comparsa di un cancro è tuttora oggetto di discussione.

        Dall’altro, questi test non si prestano in alcun modo ad essere un surrogato della stima dell’esposizione.

        Inoltre, tanto per individui quanto per gruppi di lavoratori che si discostino da ciò che viene considerato “norma”, è estremamente difficile darsi criteri per attribuire o meno tale deviazione a specifici agenti presenti nell’ambiente di lavoro.

        Nel caso di esposizioni inconsuete causate da incidenti, ricerche epidemiologiche che fanno uso di questi test, ancorché a significato biologico incerto, possono essere informativi per riconoscere qualche effetto dell’incidente.

        In ogni caso un risultato “negativo” con i test utilizzati non consente in alcun modo di escludere che vi siano stati effetti di altro genere.

 

6.3   Nonostante tutte le considerazioni sopra esposte, ci troviamo comunque di fronte ad un vincolo normativo che impone la sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti a cancerogeni.

        Le indicazioni che possono essere fornite sono le seguenti:

 

1.    il controllo sanitario, completo di indagine anamnestica accurata e di esame clinico, particolarmente mirato sugli organi bersaglio, se noti, del cancerogeno cui il lavoratore è esposto, va effettuato almeno una volta all'anno;

2.    la visita medica potrà, se ritenuto necessario, essere integrata da accertamenti complementari;

3.    in occasione di tale controllo sarà rinnovata ai lavoratori l'informazione sul significato e sui limiti della sorveglianza sanitaria stessa, sui fattori favorenti l'instaurarsi della malattia, sul riconoscimento precoce dei sintomi ad essa riferibili, sul corretto uso dei mezzi di protezione personale, sulle corrette procedure di lavoro, ecc.

 

        Questo terzo elemento è a nostro avviso il più pregnante dal punto di vista delle reali ricadute in termini di efficacia preventiva.

 

 

7.     REGISTRI

 

7.1   Per sua definizione, un registro è qualcosa di più e di diverso rispetto a una raccolta di schede.

        Un registro - cartaceo o computerizzato - è un archivio dotato di una propria unitarietà (e quindi materialmente “indivisibile”, diversamente da quello che può essere una raccolta di schede) e logica interna, corredato di precisi meccanismi di inclusione di dati, funzionale a una prevedibile forma di elaborazione.

        In questo senso va inteso il registro di esposizione di cui all’articolo 70, comma 1.

 

7.2   Ne deriva che la trascrizione nel registro di dati individuali e l’inclusione nelle cartelle cliniche di dati individuali rappresentano due attività indipendenti l’una dall’altra.

 

7.3 Le potenzialità di utilizzo del registro, sia a livello individuale (eventuale successivo riconoscimento della natura professionale di un cancro), sia a fini epidemiologici, rendono particolarmente delicato l’atto della compilazione del registro: non solo il medico competente deve essere in grado di compilarlo, ma sono essenziali verifiche da parte dell’organo di vigilanza, con le eventuali sanzioni, previste dall’articolo 89.

 

7.4 Vale il principio generale che sono da evitare tanto una modulistica priva di un protocollo di utilizzo quanto un protocollo di utilizzo privo di momenti di verifica delle modalità di applicazione.

 

 

7.5   Registrazione dei tumori

 

7.5.1 L’articolo 71, comma 1, sottintende che la discriminazione tra tumori professionali e non professionali sia delegata ai medici e alle strutture sanitarie. Di fatto questi soggetti notoriamente non dispongono della documentazione necessaria per porre in opera tale discriminazione.

        Se questo comma venisse applicato alla lettera, il registro dei tumori di origine professionale previsto al comma 2 sarebbe totalmente inattendibile.

 

7.5.2 Obiettivo del registro è quello di quantificare il problema dei tumori professionali e di identificare settori di attività produttive o aziende a inconsueta concentrazione di tumori. La nominatività dei dati individuali è un sine qua non per raggiungere questi scopi. Non è tuttora funzione del registro quella di stabilire a fini legali o assicurativi rapporti di causa ed effetto relativi a singoli individui.

 

7.5.3 Circa il 15% della popolazione italiana è attualmente servita da 16 registri tumori di popolazione, 13 generali (9 in Italia settentrionale, 2 in Italia centrale, 1 in Italia meridionale) e 3 specializzati (RT colo-rettali, RT primitivi dell’osso, RT infantili).

        Le loro attività, attualmente, non includono la rilevazione delle esposizioni professionali avute nel corso della vita (neppure la professione svolta all’atto della diagnosi, la quale sarebbe comunque poco rilevante per il riconoscimento di eziologie professionali, dati i tempi di latenza dei tumori).

        Al fine di stimare la dimensione del problema dei tumori professionali, si propone di saggiare presso i registri dei tumori di popolazione esistenti la disponibilità ad espandere la propria attività verso la raccolta delle anamnesi professionali (e l’anamnesi dell’uso del tabacco).

        E’ altrettanto indispensabile che le Regioni dove operano i registri assicurino a questi le risorse necessarie per svolgere tale attività.

        Poiché l’obiettivo è quello di conoscere la dimensione del problema (e non quello di identificare casi di origine professionale), l’esercizio potrebbe essere svolto su alcuni tipi di tumore (ad es. del polmone e della vescica, per i quali la frazione attribuibile alle esposizioni professionali è relativamente elevata) e limitato ad un campione di casi (10-30%).

        Altri (tumori naso-sinusali, mesoteliomi della pleura, angiosarcomi del fegato) definibili “eventi sentinella”, potrebbero invece essere integrati dall’anamnesi professionale in modo esaustivo.

 

7.5.4 Per le popolazioni italiane non servite da un registro tumori attivo, si può proporre un esercizio analogo, basato sui decessi per cancro anziché sui tumori incidenti.

 

7.5.5 Queste attività richiedono un coordinamento tra le Regioni e l’ISPESL (sede del previsto registro dei tumori professionali).

 

7.5.6 Le proposte di cui sopra non modificano il progetto del Registro nazionale dei casi accertati di mesotelioma asbesto-correlati (art. 36, D.Lgs 277/91) che in attesa dell’emanazione del DPCM attuativo, è già stato avviato dall’ISPESL in accordo con le Regioni. l’organizzazione del Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM) si basa su una rete di Centri operativi regionali (COR), designati da ciascuna Regione che svolgono una ricerca attiva dei casi, mantengono costanti contatti e controllano la qualità delle fonti informative. Nel 1996 è stato insediato il Comitato tecnico per l’indirizzo e il coordinamento delle attività del ReMaM e sono state pubblicate, dall’ISPESL, le Linee guida per la rilevazione e la definizione dei casi di mesotelioma asbesto-correlati. Attualmente sono in attività 5 COR (Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Puglia).


RIFERIMENTI AD ALTRE MONOGRAFIE

 

 

L'argomento oggetto della presente monografia è ripreso anche in altre, dove ne sono sviluppati aspetti particolari, e precisamente:

 

     anzitutto, valgono i consueti rimandi ai documenti n. 1, n. 2 e n. 3, in ordine ai principi generali che regolano processi che, con le specificità illustrate nel documento in oggetto, si applicano al problema dell'esposizione a cancerogeni;

     nel documento n. 4 si affronta il tema dei piani d'emergenza, che è anch'esso ovviamente riferibile, con sue peculiarità specifiche, all'esposizione a cancerogeni;

     nel documento n. 9 sono delineati i principi generali della sorveglianza sanitaria e i compiti del medico competente;

     nel documento n. 12 è esaminato in dettaglio il problema dell'uso dei DPI, che trova, nel campo dell'esposizione a cancerogeni, un terreno di altissima rilevanza.

 


Allegati

 

 

1.

Sostanze classificate R 45 e R 49 fino al 23° adeguamento dell’Allegato I della Direttiva 67/548/CEE

 

 

2.

Sostanze/miscele classificate 1 o 2 per cancerogenicità dalla CCTN e non previste per etichettatura R 45 o R 49 dalla CEE

 

 

2 bis

Esposizioni classificate 1 o 2 per cancerogenicità dalla CCTN e non previste per etichettatura R 45 o R 49 dalla CEE

 

 

3.

Matrici sostanza/lavorazione

 

 

4.

Sostanze classificate R 40 dalla Direttiva 67/548/CEE

 

 

5.

Sostanze classificate dalla IARC 1 e 2A non menzionate in alcuno dei precedenti allegati

 

 

6.

Processi produttivi classificati dalla IARC 1 e 2A non menzionati in alcuno dei precedenti allegati

 

 

7.

Caratteristiche dei metodi analitici per la determinazione degli agenti cancerogeni

 

 

Appendice A

 

 

 

 

Modalità e criteri di integrazione della valutazione dell'esposizione in presenza di agenti cancerogeni

 

 

Appendice B

 

 

 

 

Elementi con cui integrare il documento di valutazione del rischio di cui all'art. 4 a seguito della valutazione ex art. 63, comma 4

 

 

 


Allegato 1

 

SOSTANZE CLASSIFICATE R 45 E R 49 FINO AL 23° ADEGUAMENTO DELL’ALLEGATO I DELLA DIRETTIVA 67/548/CEE

 

LEGENDA:

 

N.

Numero progressivo nella tabella.

 

 

CAS

Numero di registro CAS (Chemical Abstract Service).

 

 

N. CEE

Numero CEE. Numero attribuito alle voci riportate nell'Allegato I e II (per quanto riguarda il 21esimo adeguamento), classificate come pericolose secondo la direttiva 67/548/CEE e seguenti adeguamenti

 

 

SOSTANZA

Nome della sostanza.

 

 

CEE

Categoria CEE di cancerogenicità.

 

 

NOTE

Note aggiuntive alla classificazione di pericolosità riportate nel 21esimo adeguamento alla direttiva 67/548/CEE, pubblicato nella GUCE n. L. 381/10 del 31/12/94.

 

Nota J: "La classificazione "cancerogeno" non è necessaria se si può dimostrare che la sostanza contiene meno dello 0,1% peso/peso di benzene (Einecs n. 200-753-7).

 

La presente nota si applica soltanto a talune sostanze composte derivate dal carbone e dal petrolio figuranti nell'Allegato I."

 

Nota K: "La classificazione "cancerogeno" non è necessaria se si può dimostrare che la sostanza contiene meno dello 0, 1% peso/peso di 1,3-butadiene (Einecs n. 200-753-7) e dal petrolio, figuranti nell'Allegato I."

 

Nota L: " La classificazione "cancerogeno" non è necessaria se si può dimostrare che la sostanza contiene meno del 3% di estratto Dmso, secondo la misurazione IP 346.

 

La presente nota si applica soltanto a talune sostanze composte derivate dal carbone e dal petrolio, figuranti nell'Allegato I."

 

Nota M: "La classificazione "cancerogeno" non è necessaria se si può dimostrare che la sostanza contiene meno dello 0,005% peso/peso di benzo(a)pirene (Einecs n. 200-028-5).

 

La presente nota si applica soltanto a talune sostanze composte derivate dal carbone e dal petrolio, figuranti nell'Allegato I."

 

Nota N: "La classificazione "cancerogeno" non è necessaria se si conosce l'intero iter di raffinazione e si può dimostrare che la sostanza da cui il prodotto è derivato non è cancerogena.

 

La presente nota si applica soltanto a talune sostanze composte derivate dal carbone e dal petrolio, figuranti nell'Allegato I."

 

Nota P: La classificazione "cancerogeno" non è necessaria se si può dimostrare che la sostanza contiene meno dello 0,1% peso/peso di benzene (Einecs n. 200-753-7).

 

Se la sostanza è cancerogena occorre anche la nota E.

 

Se la sostanza non è classificata come cancerogena, usare almeno le frasi S (2)23-24-62.

La presente nota si applica soltanto a talune sostanze composte derivate dal carbone e dal petrolio, figuranti nell'Allegato I.

 

Nota R: La classificazione "cancerogeno" non si applica alle fibre il cui diametro geometrico medio ponderato, rispetto alla lunghezza meno due errori standard, risulti maggiore di 6 mm.

 

FRASE

Frase di rischio associata alla classificazione di cancerogenicità:

 

R 49 "Può causare il cancro per inalazione"

 

R 45 "Può causare il cancro"

 

AD.

Adeguamento alla direttiva 67/548/CEE in cui viene classificata la sostanza.


N.

      CAS

N. CEE

SOSTANZA

CEE

NOTE

FRASE

AD.

1

94114-29-1

648-129-00-7

ACIDI DI CATRAME, CARBONE BRUNO, FRAZ. C2-ALCHILFENOLO

2

J, M

 R 45

21

2

101316-86-3

648-117-00-1

ACIDI DI CATRAME, CARBONE BRUNO, GREZZI. FENOLI GREZZI

2

J, M

 R 45

21

3

65996-85-2

648-116-00-6

ACIDI DI CATRAME, CARBONE, GREZZI; FENOLI GREZZI.

2

J, M

 R 45

21

4

68555-24-8

648-126-00-0

ACIDI DI CATRAME, CRESILICI, RESIDUI; FENOLI DISTILLATI

2

J, M

 R 45

21

5

68815-21-4

648-139-00-1

ACIDI DI CATRAME, CRESILICI, SALI NA, SOLUZIONI CAUSTICHE; ESTRATTO ALCALINO

2

J, M

 R 45

21

6

92062-26-5

648-128-00-1

ACIDI DI CATRAME, CRESILICI; FENOLI DISTILLATI

2

J, M

 R 45

21

7

68477-23-6

648-125-00-5

ACIDI DI CATRAME, DISTILLATI, TAGLIO PRIMARIO; FENOLI DISTILLATI

2

J, M

 R 45

21

8

84989-07-1

648-124-00-X

ACIDI DI CATRAME, FRAZ. 3,5-XILENOLO; FENOLI DISTILLATI

2

J, M

 R 45

21

9

84989-04-8

648-120-00-8

ACIDI DI CATRAME, FRAZ. METILFENOLO; FENOLI DISTILLATI.

2

J, M

 R 45

21

10

84989-05-9

648-121-00-3

ACIDI DI CATRAME, FRAZ. POLIALCHILFENOLO; FENOLI DISTILLATI

2

J, M

 R 45

21

11

84989-06-0

648-122-00-9

ACIDI DI CATRAME, FRAZ. XILENOLO; FENOLI DISTILLATI

2

J, M

 R 45

21

12

84989-03-7

648-123-00-4

ACIDI DI CATRAME, FRAZIONE ETILFENOLO, FENOLI DISTILLATI

2

J, M

 R 45

21

13

92062-22-1

648-118-00-7

ACIDI DI CATRAME, GASIFICAZIONE DEL CARBONE BRUNO; FENOLI GREZZI

2

J, M

 R 45

21

14

96690-55-0

648-119-00-2

ACIDI DI CATRAME, RESIDUI DELLA DISTIL.; FENOLI DISTILLATI

2

J, M

 R 45

21

15

-

033-005-00-1

ACIDO ARSENICO E SALI

1

-

 R 45

19

16

79-06-1

616-003-00-0

ACRILAMMIDE

2

-

 R 45

19

17

77402-05-2

607-210-00-7

ACRILAMMIDOGLICOLATO DI METILE (CONTENENTE >= 0,1% DI ACRILAMMIDE)

2

-

 R 45

20

18

107-13-1

608-003-00-4

ACRILONITRILE  

2

-

 R 45

19

19

90622-55-2

649-114-00-8

ALCANI C1-4, RICCHI C3

2

K

 R 45

21

20

68475-57-0

649-193-00-9

ALCANI, C1-2

2

K

 R 45

21

21

68475-58-1

649-194-00-4

ALCANI, C2-3

2

K

 R 45

21

22

68475-59-2

649-195-00-X

ALCANI, C3-4

2

K

 R 45

21

23

68475-60-5

649-196-00-5

ALCANI, C4-5

2

K

 R 45

21

24

90622-53-0

649-242-00-4

ALCANI, C12-26, RAMIFICATI E LINEARI

2

N

 R 45

21

25

77536-66-4

650-013-00-6

AMIANTO: ACTINOLITE

1

-

 R 45

19

26

12172-73-5

650-013-00-6

AMIANTO: AMOSITE

1

-

 R 45

19

27

77536-67-5

650-013-00-6

AMIANTO: ANTOFILLITE

1

-

 R 45

19

28

12001-29-5

650-013-00-6

AMIANTO: CRISOTILO

1

-

 R 45

19

29

12001-28-4

650-013-00-6

AMIANTO: CROCIDOLITE

1

-

 R 45

19

30

77536-68-6

650-013-00-6

AMIANTO: TREMOLITE

1

-

 R 45

19

31

399-95-1

604-028-00-X

4-AMMINO-3-FLOROFENOLO

2

-

 R 45

19

32

60-09-3

611-008-00-4

p-AMMINOAZOBENZENE * SOLVENT YELLOW 1 * 4-AMMINOAZOBENZENE

2

-

 R 45

19

33

97-56-3

611-006-00-3

o-AMMINOAZOTOLUENE * SOLVENT YELLOW 3 * 4-AMMINO-2’,3-DIMETILAZOBENZENE

2

-

 R 45

19

34

92-67-1

612-072-00-6

4-AMMINOBIFENILE

1

-

 R 45

19

35

-

612-073-00-1

4-AMMINOBIFENILE SALI

1

-

 R 45

19

36

90-04-0

612-035-00-4

o-ANISIDINA

2

-

 R 45

21

37

151-56-4

613-001-00-1

AZIRIDINA * ETILENIMMINA

2

-

 R 45

19

38

65996-84-1

648-141-00-2

BASI DI CATRAME, CARBONE, GREZZE; BASI DI CATRAME GREZZE

2

J,M

 R 45

21

39

70321-67-4

648-132-00-3

BASI DI CATRAME, CARBONE, FRAZ. DERIVATI DELLA CHINOLINA

2

J,M

 R 45

21

40

92062-27-6

648-034-00-0

BASI DI CATRAME, CARBONE, FRAZIONE ANILINA, BASI DISTILLATE

2

J

 R 45

21

41

92062-28-7

648-033-00-5

BASI DI CATRAME, CARBONE, FRAZIONE COLLIDINA, BASI DISTILLATE

2

J

 R 45

21

42

91082-52-9

648-031-00-4

BASI DI CATRAME, CARBONE, FRAZIONE LUTIDINICA, BASI DISTILLATE

2

J

 R 45

21

43

92062-33-4

648-030-00-9

BASI DI CATRAME, CARBONE, FRAZIONE PICOLINICA, BASI DISTILLATE

2

J

 R 45

21

44

91082-53-0

648-035-00-6

BASI DI CATRAME, CARBONE, FRAZIONE TOLUIDINICA, BASI DISTILLATE

2

J

 R 45

21

45

92062-29-8

648-133-00-9

BASI DI CATRAME, CARBONE, RESIDUI DELLA DISTILLAZIONE

2

J,M

 R 45

21

46

68513-87-1

648-131-00-8

BASI DI CATRAME, DERIVATI CHINOLINICI; BASI DISTILLATE

2

J,M

 R 45

21

47

71-43-2

601-020-00-8

BENZENE

1

-

 R 45

19

48

92-87-5

612-042-00-2

BENZIDINA

1

-

 R 45

19

49

-

612-070-00-5

BENZIDINA SALI

1

-

 R 45

19

50

86290-81-5

649-378-00-4

BENZINA

2

P

 R 45

21

51

93572-29-3

649-312-00-4

BENZINA C5-11, ALTO OTTANO STABILIZZATA RIFORMATA

2

P

 R 45

21

52

8006-61-9

649-261-00-8

BENZINA NATURALE, NAFTA CON BASSO PUNTO DI EBOLLIZIONE

2

P

 R 45

21

53

68514-15-8

649-269-00-1

BENZINA RECUPERO VAPORI

2

P

 R 45

21

54

94114-55-3

648-151-00-7

BENZINA, ESTRAZ. DEL CARBONE CON SOLV., NAFTA DA IDROCRACKING

2

J

 R 45

21

55

68606-10-0

649-373-00-7

BENZINA, PIROLISI, FRAZ. RESIDUE DEL DEBUTANIZZATORE

2

P

 R 45

21

56

94114-03-1

649-389-00-4

BENZINA, PIROLISI, IDROGENATA

2

P

 R 45

21

57

68606-11-1

649-270-00-7

BENZINA, PRIMA DISTILLAZIONE, IMPIANTO DI TOPPING

2

P

 R 45

21

58

56-55-3

601-033-00-9

BENZO(a)ANTRACENE

2

-

 R 45

19

59

50-32-8

601-032-00-3

BENZO(a)PIRENE

2

-

 R 45

19

60

205-99-2

601-034-00-4

BENZO(b)FLUORANTENE

2

-

 R 45

19

61

205-82-3

601-035-00-X

BENZO(j)FLUORANTENE

2

-

 R 45

19

62

207-08-9

601-036-00-5

BENZO(k)FLUORANTENE

2

-

 R 45

19

63

65996-88-5

648-003-00-1

BENZOLO, FRAZIONI DI TESTA (CARBONE); OLIO LEGGERO RIDISTILLATO ECC.

2

J

 R 45

21

64

98-07-7

602-038-00-9

BENZOTRICLORURO

2

-

 R 45

19

65

7440-41-7

004-001-00-7

BERILLIO

2

-

R 49

19

66

-

004-002-00-2

BERILLIO COMPOSTI, ESCLUSI I SILICATI DOPPI DI Al E Be

2

-

R 49

19

67

57-57-8

606-031-00-1

BETAPROPRIOLATTONE* 1,3-PROPRIOLATTONE

2

-

 R 45

19

68

-

007-022-00-X

BIS(3-CARBOSSI-4-IDROSSIBENZENSOLFONATO) DI IDRAZINA

2

-

 R 45

20

69

542-88-1

603-046-00-5

BIS(CLOROMETIL)ETERE

1

-

 R 45

19

70

7758-01-2

035-003-00-6

BROMATO DI POTASSIO

2

-

 R 45

19

71

106-99-0

601-013-00-X

1,3-BUTADIENE

2

-

 R 45

19

72

106-97-8

601-004-01-8

BUTANO E ISOBUTANO  ( CAS  NO 75-28-5), (CONTENENTE  >=  0,1% BUTADIENE)

2

-

 R 45

21

73

10108-64-2

048-008-00-3

CADMIO CLORURO

2

-

 R 45

19

74

1306-19-0

048-002-00-0

CADMIO OSSIDO

2

-

R 49

19

75

10124-36-4

048-009-00-9

CADMIO SOLFATO * SOLFATO DI CADMIO

2

-

R 49

19

76

13765-19-0

024-008-00-9

CALCIO CROMATO

2

-

 R 45

19

77

2425-06-1

613-046-00-7

CAPTAFOL * CAPTAFOLO

2

-

 R 45

19

78

6804-07-5

613-050-00-9

CARBADOX

2

-

 R 45

19

79

91082-50-7

648-060-00-2

CATRAME, CARBONE , RESIDUI DI STOCCAGGIO

2

M

 R 45

21

80

101316-83-0

648-145-00-4

CATRAME, CARBONE BRUNO

1

-

 R 45

21

81

101316-84-1

648-146-00-X

CATRAME, CARBONE BRUNO, BASSA T

1

-

 R 45

21

82

101316-83-0

648-025-00-1

CATRAME, CARBONE BRUNO, OLIO CARBOLICO

2

J

 R 45

21

83

68990-61-4

648-062-00-3

CATRAME, CARBONE, ALTA TEMPERATURA, ALTO CONTENUTO IN SOLIDI

2

M

 R 45

21

84

100684-51-3

648-061-00-8

CATRAME, CARBONE, ALTA TEMPERATURA, RESIDUI

2

M

 R 45

21

85

92062-20-9

648-059-00-7

CATRAME, CARBONE, ALTA TEMPERATURA, RESIDUI DELLA DISTIL. E STOCCAGGIO

2

M

 R 45

21

86

65996-89-6

648-082-00-2

CATRAME, CARBONE, ALTA TEMPERATURA; CATRAME DI CARBONE

1

-

 R 45

21

87

65996-90-9

648-083-00-8

CATRAME, CARBONE, BASSA T; CARBOLIO

1

-

 R 45

21

88

101316-85-2

648-068-00-6

CATRAME, CARBONE, T BASSA, RESIDUI DI DISTIL., OLI CATRAME ECC.

2

M

 R 45

21

89

8007-45-2

648-081-00-7

CATRANE DI CARBONE

1

-

 R 45

21

90

92062-10-7

649-248-00-7

CERA MOLLE (PETROLIO), BASSO PUNTO DI FUSIONE

2

N

 R 45

21

91

92062-11-8

649-249-00-2

CERA MOLLE (PETROLIO), BASSO PUNTO DI FUSIONE, IDROTRATTATA

2

N

 R 45

21

92

97863-04-2

649-250-00-8

CERA MOLLE (PETROLIO), BASSO PUNTO DI FUSIONE,TRATTATE CON CARBONE

2

N

 R 45

21

93

97863-05-3

649-251-00-3

CERA MOLLE (PETROLIO), BASSO PUNTO FUSIONE, TRATTATA CON ARGILLA

2

N

 R 45

21

94

97863-06-4

649-252-00-9

CERA MOLLE (PETROLIO), BASSO PUNTO FUSIONE,TRATTATA CON ACIDO SILICICO

2

N

 R 45

21

95

92062-09-4

649-247-00-1

CERA MOLLE (PETROLIO), IDROTRATTATA

2

N

 R 45

21

96

100684-49-9

649-253-00-4

CERA MOLLE (PETROLIO), TRATTATA CON CARBONE

2

N

 R 45

21

97

97926-78-8

648-067-00-0

CERE PARAFFICICHE (CARBONE), CATRAME DI CARBONE BRUNO ALTA T., TRAT. CON AC. SILICICO

2

M

 R 45

21

98

92045-71-1

648-065-00-X

CERE PARAFFINICHE (CARBONE), CATRAME DI CARBONE BRUNO  ALTA T

2

M

 R 45

21

99

97926-76-6

648-052-00-9

CERE PARAFFINICHE (CARBONE), CATRAME DI CARBONE BRUNO  ALTA T., TRATTATE CON CARBONE

2

M

 R 45

21

100

92045-72-2

648-066-00-5

CERE PARAFFINICHE (CARBONE), CATRAME DI CARBONE BRUNO ALTA T. IDROTRATTATE

2

M

 R 45

21

101

97926-77-7

648-053-00-4

CERE PARAFFINICHE (CARBONE), CATRAME DI CARBONE BRUNO ALTA T., TRATTATE CON ARGILLA

2

M

 R 45

21

102

107-30-2

603-075-00-3

CLOROMETILMETILETERE

1

-

 R 45

19

103

75-01-4

602-023-00-7

CLORURO DI VINILE * VINILE CLORURO

1

-

 R 45

19

104

140413-61-2

648-159-00-0

COKE (CATRAME DI CARBONE), BASSA TEMPERATURA, PECE DI ALTA T

1

-

 R 45

21

105

140203-13-0

648-158-00-5

COKE (CATRAME DI CARBONE), MISTA PECE DI CARBONE DI ALTA T

1

-

 R 45

21

106

140203-12-9

648-157-00-X

COKE (CATRAME DI CARBONE), PECE DI ALTA TEMPERATURA

1

-

 R 45

21

107

8001-58-9

648-101-00-4

CREOSOTO, OLIO DI LAVAGGIO GAS

2

J,M

 R 45

21

108

24613-89-6

024-010-00-X

CROMO CROMATO

2

-

 R 45

19

109

1333-82-0

024-001-00-0

CROMO TRIOSSIDO

1

-

R 49

19

110

101-77-9

612-051-00-1

4,4'-DIAMMINODIFENILMETANO

2

-

 R 45

21

111

119-90-4

612-036-00-X

O-DIANISIDINA

2

-

 R 45

19

112

-

612-037-00-5

O-DIANISIDINA SALI

2

-

 R 45

19

113

334-88-3

006-068-00-8

DIAZOMETANO

2

-

 R 45

19

114

53-70-3

601-041-00-2

DIBENZO(A,H)ANTRACENE

2

-

 R 45

19

115

96-12-8

602-021-00-6

1,2-DIBROMO-3-CLOROPROPANO

2

-

 R 45

19

116

106-93-4

602-010-00-6

1,2-DIBROMOETANO

2

-

 R 45

19

117

96-23-1

602-064-00-0

1,3-DICLORO-2-PROPANOLO

2

-

 R 45

19

118

91-94-1

612-068-00-4

3,3'-DICLOROBENZIDINA

2

-

 R 45

19

119

-

612-069-00-X

3,3'-DICLOROBENZIDINA SALI

2

-

 R 45

19

120

764-41-0

602-073-00-X

1,4-DICLOROBUT-2-ENE

2

-

 R 45

19

121

107-06-2

602-012-00-7

1,2-DICLOROETANO

2

-

 R 45

19

122

64-67-5

016-027-00-6

DIETILSOLFATO

2

-

 R 45

19

123

119-93-7

612-041-00-7

3,3'-DIMETILBENZIDINA * O-TOLIDINA

2

-

 R 45

19

124

-

612-081-00-5

3,3'-DIMETILBENZIDINA SALI * O-TOLIDINA SALI

2

-

 R 45

19

125

79-44-7

006-041-00-0

DIMETILCARBONILE CLORURO

2

-

 R 45

19

126

57-14-7

007-012-00-5

1,1-DIMETILIDRAZINA * N,N-DIMETILIDRAZINA

2

-

 R 45

19

127

540-73-8

007-013-00-0

1,2-DIMETILIDRAZINA

2

-

 R 45

19

128

62-75-9

612-077-00-3

DIMETILNITROSAMMINA

2

-

 R 45

19

129

77-78-1

016-023-00-4

DIMETILSOLFATO

2

-

 R 45

19

130

13360-57-1

016-033-00-9

DIMETILSOLFAMMOILE CLORURO * CLORURO DI DIMETILSOLFAMMOILE

2

-

 R 45

19

131

16071-86-6

611-005-00-8

DIRECT BROWN 95

2

-

 R 45

19

132

91995-35-6

648-037-00-7

DISTILLATI (CARBONE), OLI RESIDUI DI PIROLISI DI CATRAME DI CARBONE, OLI NAFTALENICI

2

J

 R 45

21

133

94114-52-0

648-148-00-0

DISTILLATI (CARBONE), ESTRAZIONE CON SOLVENTE LIQUIDO, PRIMARIA

2

J

 R 45

21

134

94114-57-5

648-153-00-8

DISTILLATI (CARBONE), FRAZ. INTERMEDIA IDROGENATA DI IDROCRACKING ECC.

2

J

 R 45

21

135

94114-56-4

648-152-00-2

DISTILLATI (CARBONE), FRAZIONE INTERMEDIA DI IDROCRACKING ECC.

2

J

 R 45

21

136

94114-53-1

648-149-00-6

DISTILLATI (CARBONE), IDROCRACKING DI ESTRAZIONE CON SOLVENTE

2

J

 R 45

21

137

85029-51-2

648-084-00-3

DISTILLATI (CARBONE), OLIO LEGGERO DI COKERIA, TAGLIO NAFTALENE

2

J,M

 R 45

21

138

68188-48-7

648-072-00-8

DISTILLATI (CARBONE-PETROLIO), AROMATICI, A NUCLEI CONDENSATI

2

M

 R 45

21

139

91995-49-2

648-087-00-X

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), ACQUE MADRI DELLA RICRISTALL. DI OLIO NAFTALENICO ECC.

2

J,M

 R 45

21

140

84989-11-7

648-042-00-4

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), DI TESTA RICCHI IN FLUORENE

2

M

 R 45

21

141

84989-10-6

648-078-00-0

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), DI TESTA, ESENTI FLUORENE

2

M

 R 45

21

142

121620-46-0

648-097-00-4

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), FRAZIONE BENZOLO, RESIDUI DI DISTILLAZIONE

2

J,M

 R 45

21

143

101896-26-8

648-004-00-7

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), FRAZIONE BENZOLO, RICCHI BENZENE, TOLUENE, XILENE

2

J

 R 45

21

144

84650-02-2

648-001-00-0

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), FRAZIONE BENZOLO,OLIO LEGGERO

2

-

 R 45

21

145

101794-91-6

648-093-00-2

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), FRAZIONE INDOLO-METILNAFTALENE

2

J,M

 R 45

21

146

84989-09-3

648-086-00-4

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI DI NAFTALENE A BASSO TENORE DI NAFTELENE

2

J,M

 R 45

21

147

90640-88-3

648-112-00-4

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI LEGGERI, ESTRATTI ALCALINI

2

J,M

 R 45

21

148

90640-87-2

648-022-00-5

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI LEGGERI, ESTRATTI CON AC.

2

J

 R 45

21

149

84650-03-3

648-023-00-0

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI LEGGERI, OLIO CARBOLICO

2

J

 R 45

21

150

101794-90-5

648-021-00-X

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI LEGGERI,FRAZIONE NEUTRA

2

J

 R 45

21

151

84650-04-4

648-085-00-9

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI NAFTALENICI

2

J,M

 R 45

21

152

91995-48-1

648-094-00-8

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI NAFTALENICI ESTRATTI AC.

2

J,M

 R 45

21

153

101896-27-9

648-092-00-7

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI NAFTALENICI FRAZ. METILNAFTALENE

2

J,M

 R 45

21

154

90640-90-7

648-090-00-6

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI NAFTALENICI, PRIVI DI NAFTALENE, ESTRATTI ALC.

2

J,M

 R 45

21

155

90640-89-4

648-114-00-5

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI NAFTENICI, ESTRATT. ALCALINO

2

J,M

 R 45

21

156

91995-42-5

648-050-00-8

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI PESANTI, FRAZIONE PIRENE

2

M

 R 45

21

157

90640-86-1

648-044-00-5

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLI PESANTI, OLI DI ANTRACENE II

2

-

 R 45

21

158

65996-92-1

648-047-00-1

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), OLIO DI ANTRACENE II

2

M

 R 45

21

159

91995-52-7

648-051-00-3

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), PECE,  FRAZIONE PIRENE

2

M

 R 45

21

160

101316-49-8

648-049-00-2

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), PECE, OLI DI ANTRACENE II

2

M

 R 45

21

161

91995-51-6

648-048-00-7

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE), PECE, OLI PESANTI, OLI DI ANTRACENE II

2

M

 R 45

21

162

65996-91-0

648-045-00-0

DISTILLATI (CATRAME DI CARBONE),TAGLI DI TESTA, OLI DI ANTRACENE II

2

M

 R 45

21

163

67891-80-9

649-319-00-2

DISTILLATI (PETROLIO), AROMATICI, LEGGERI

2

P

 R 45

21

164

67891-79-6

649-318-00-7

DISTILLATI (PETROLIO), AROMATICI, PESANTI

2

P

 R 45

21

165

68410-97-9

649-332-00-3

DISTILLATI (PETROLIO), BASSOBOLLENTI, IDROTRATTAMENTO DI DISTILLATI LEGGERI

2

P

 R 45

21

166

68477-34-9

649-358-00-5

DISTILLATI (PETROLIO), C3-5, RICCHI DI 2-METIL-2-BUTENE

2

P

 R 45

21

167

68477-35-0

649-205-00-2

DISTILLATI (PETROLIO), C3-6, RICCHI IN PIPERILENE

2

K

 R 45

21

168

101316-56-7

649-394-00-1

DISTILLATI (PETROLIO), C7-9, RICCHI C8, IDRODESOLFORATI DEAROMATIZZATI

2

P

 R 45

21

169

68477-53-2

649-360-00-6

DISTILLATI (PETROLIO), CRACKIZZATI A VAPORE, FRAZ. C5-12

2

P

 R 45

21

170

68477-50-9

649-359-00-0

DISTILLATI (PETROLIO), CRACKIZZATI CON VAPORE ACQUEO POLIMERIZZATI, FRAZ. C5-12

2

P

 R 45

21

171

68477-55-4

649-361-00-1

DISTILLATI (PETROLIO), CRACKIZZATI CON VAPORE, FRAZ C5-10, ECC.

2

P

 R 45

21

172

95009-23-7

649-390-00-X

DISTILLATI (PETROLIO), CRACKIZZATI CON VAPORE, FRAZ. C8-12, POLIMERIZZATI ECC.

2

P

 R 45

21

173

68603-03-2

649-324-00-X

DISTILLATI (PETROLIO), DA NAFTA E GASOLIO DI CRACKING TERMICO ESTRATTIVO

2

P

 R 45

21

174

91995-34-5

649-232-00-X

DISTILLATI (PETROLIO), DA REFORMING CATALITICO, CONCENTRATO DI AROMATICI PESANTI

2

N

 R 45

21

175

68921-09-5

649-376-00-3

DISTILLATI (PETROLIO), DA STRIPPER DI IMPIANTO "UNIFINING" DI NAFTA

2

P

 R 45

21

176

68475-79-6

649-301-00-4

DISTILLATI (PETROLIO), DAL DEPENTANIZZATORE DI REFORMING CATALITICO

2

P

 R 45

21

177

91995-50-5

649-293-00-2

DISTILLATI (PETROLIO), DERIVATI DA  CRACKING CON VAPORE NAFTA, ECC.

2

P

 R 45

21

178

91995-53-8

649-283-00-8

DISTILLATI (PETROLIO), DERIVATI DA CRACKING CON VAPORE DI NAFTA, ECC.

2

P

 R 45

21

179

68425-29-6

649-320-00-8

DISTILLATI (PETROLIO), DERIVATI DA PIROLISI DI RAFFINATO E NAFTA  ECC.

2

P

 R 45

21

180

68477-38-3

649-441-00-6

DISTILLATI (PETROLIO), DISTILLATI DI "STEAM CRACKING" DEL PETROLIO CRACKIZZATI

2

-

 R 45

21

181

68921-08-4

649-272-00-8

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. DI TESTA DELLO STABILIZZATORE ECC.

2

P

 R 45

21

182

64742-46-7

649-221-00-X

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. INTERMEDIA DI "HYDROTREATING"

2

N

 R 45

21

183

64742-30-9

649-219-00-9

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. INTERMEDIA NEUTRALIZZATA CHIMICAMENTE

2

N

 R 45

21

184

64741-91-9

649-214-00-1

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. INTERMEDIA RAFFINATA CON SOLVENTE, GASOLIO

2

N

 R 45

21

185

64742-13-8

649-216-00-2

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. INTERMEDIA TRATTATA CON ACIDO

2

N

 R 45

21

186

64742-38-7

649-220-00-4

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. INTERMEDIA TRATTATA CON ARGILLA

2

N

 R 45

21

187

64741-60-2

649-436-00-9

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. INTERMEDIE DA CRACKING CATALITICO

2

-

 R 45

21

188

68410-96-8

649-331-00-8

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. INTERMEDIE DI IDROTRATTAMENTO, T. EB. INTERMEDIA

2

P

 R 45

21

189

94733-09-2

649-505-00-3

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. LEGGERA IDROCRACKIZZATA RAFFINATA CON SOLVENTE

2

L

 R 45

21

190

97488-73-8

649-512-00-1

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. LEGGERA IDROCRACKIZZATA RAFFINATA CON SOLVENTE

2

L

 R 45

21

191

64742-14-9

649-217-00-8

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. LEGGERA TRATTATA CON ACIDO

2

N

 R 45

21

192

64741-82-8

649-438-00-X

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. LEGGERE DI CRACKING TERMICO

2

-

 R 45

21

193

68475-80-9

649-440-00-0

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. LEGGERE DI NAFTA CRACKIZZATA CON VAPORE

2

-

 R 45

21

194

64742-35-4

649-061-00-0

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. NAFTENICA LEGGERA NEUTRALIZZATA CHIMICAMENTE

1

-

 R 45

21

195

64741-97-5

649-458-00-9

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. NAFTENICA LEGGERA RAFFINATA CON SOLVENTE

2

L

 R 45

21

196

64742-45-6

649-464-00-1

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. NAFTENICA LEGGERA TRATTATA ARGILLA

2

L

 R 45

21

197

64742-19-4

649-055-00-8

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. NAFTENICHE LEGGERE TRATTATE CON ACIDO

1

-

 R 45

21

198

64742-34-3

649-060-00-5

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. NAFTENICA PESANTE NEUTRALIZZATA CHIMICAMENTE

1

-

 R 45

21

199

64741-96-4

649-457-00-3

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. NAFTENICA PESANTE RAFFINATA CON SOLVENTE

2

L

 R 45

21

200

64742-44-5

649-463-00-6

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. NAFTENICA PESANTE TRATTATA ARGILLA

2

L

 R 45

21

201

64742-18-3

649-054-00-2

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. NAFTENICHE PESANTI TRATTATE CON ACIDO

1

-

 R 45

21

202

64742-65-0

649-474-00-6

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. PARAFFINICA DECERATA CON SOLVENTE

2

L

 R 45

21

203

64742-28-5

649-059-00-X

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. PARAFFINICA LEGGERA NEUTRALIZZATA CHIMICAMENTE

1

-

 R 45

21

204

64741-89-5

649-455-00-2

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. PARAFFINICA LEGGERA RAFFINATA CON  SOLVENTE

2

L

 R 45

21

205

64742-37-6

649-461-00-5

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. PARAFFINICA LEGGERA TRATTATA CON ARGILLA

2

L

 R 45

21

206

64742-21-8

649-057-00-9

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. PARAFFINICA LEGGERA TRATTATE CON ACIDO

1

-

 R 45

21

207

64742-27-4

649-058-00-4

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. PARAFFINICA PESANTE NEUTRALIZZATE CHIMICAMENTE

1

-

 R 45

21

208

64741-88-4

649-454-00-7

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. PARAFFINICA PESANTE RAFFINATA CON SOLVENTE

2

L

 R 45

21

209

64742-36-5

649-460-00-X

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. PARAFFINICA PESANTE TRATTATA CON ARGILLA

2

L

 R 45

21

210

64742-20-7

649-056-00-3

DISTILLATI (PETROLIO), FRAZ. PARAFFINICA PESANTE TRATTATE CON ACIDO

1

-